Il report del primo modulo
Pubblichiamo il Report del primo giorno della nuova edizione di The Next Stop, Lo scenario della contemporaneità.
Lo scenario della contemporaneità - sabato 5 novembre
Cristiano Seganfreddo - 10,00 -11.30
Molto bello l'intervento di Cristiano Seganfreddo, da sempre impegnato nella realizzazione e gestione di piattaforme culturali tra arte, territorio, produzione industriale, design.
Con una serie di esempi, Seganfreddo introduce la definizione di "condizione ambientale" per sottolineare l'urgenza, nel nostro paese, di utilizzare la cultura in modo strategico, come enzima in grado di superare la difficoltà di un sistema paralizzato dalla burocrazia e dalla eccessiva rigidità di palinsesti culturali spesso locali, frutto di scelte poco strategiche rispetto a una più strutturata governance di territorio. La condizione ambientale di cui parla Seganfreddo, citando il Professor Luigi Sacco, è un atteggiamento mentale, orientato al superamento delle logiche assistenzialiste di tipo pubblico, un atteggiamento che deve prendere atto della mancanza di sensibilità alla contemporaneità dei decisori politici, spesso unici detentori della programmazione delle manifestazioni destinate al pubblico.
Il suggerimento, allora, è mirare al continuo miglioramento delle performance progettuali, rafforzare le proprie competenze, viaggiare e cercare di aprire la mente all'innovazione e ai modelli che si possono riproporre partendo da reti funzionali, abitate da professionisti coraggiosi e da imprenditori culturali in grado di riattivare l'intero territorio con idee, contenuti e prassi manageriali di alto livello.
Emma Zanella - 11,30 -13,00
Con Emma Zanella si è aperto il dibattito sugli attori della scena contemporanea. La Direttrice del Museo Maga di Gallarate ha illustrato brevemente la storia del museo, nato negli anni 50 in un'area destinata a ospitare il tribunale e gli uffici della polizia. Il Museo da allora è cresciuto fino a diventare un asse strategico non solo per il piccolo Comune di Gallarate, ma per l'intero territorio nazionale. Con la speciale missione di sostenere l'arte emergente e con una vocazione alla ricerca, il MAGA deve molto del suo attuale successo alla realizzazione di un modello Fondazione che, come previsto da questa configurazione giuridica, ha in parte risolto i problemi economici del Museo affrancandolo dalla dipendenza dalla burocrazia pubblica. Una Fondazione che, oltre a godere delle donazioni e dei fondi della propria rete di soci, ha saputo organizzare una struttura - con un organico di circa 20 persone - in Dipartimenti, dall'acquisizione al mantenimento di collezioni, dall'organizzazione di mostre all'attività archivistica, dall'accoglienza di eventi aziendali alla proposta di attività didattiche destinate a diversi tipi di pubblico, fino alla previsione di un corso specifico per operatori museali. Il Maga, tiene a sottolineare la Zanella, ha sempre tenuto fede alla propria missione istituzionale e continuerà a preservare questo carattere di museo per il pubblico, con un occhio, però, alla modernità dei tempi.
Lia Rumma - 14,00 - 15,30
Lia Rumma fa parte di quelle persone che hanno contribuito a fare la storia dell'arte contemporanea. Dotata di una straordinaria energia e passione verso il suo lavoro, la Rumma ha mostrato un video-racconto della sua vita, costellata di incontri e relazioni con i più grandi artisti delle avanguardie fin dagli anni '60. Joseph Kosuth, Michelangelo Pistoletto, Anselm Kiefer, Vanessa Beecroft per citare alcuni nomi. Tra mostre, momenti di incontro e confronto con i grandi protagonisti dell'arte povera, della minimal e conceptual art, Lia Rumma ha descritto il senso più vero di una passione-lavoro, quella della gallerista, fatta di coraggio progettuale, intuito, visionarietà, razionalità organizzativa e senso dell'investimento. "Non si può ridurre, come oggi si tende a fare, questa attività a una mera competenza di tipo tecnico. Gli addetti ai lavori ci sono sempre stati e ci saranno sempre... architetti, designer, trasportatori, allestitori. Il curatore, gallerista, collezionista è un'altra cosa. Si entusiasma per ciò che ancora non capisce, ma in cui crede ciecamente come fosse un'illuminazione. E fa di tutto per realizzare quella visione in una forma concreta." Lia Rumma consiglia ai giovani di avere coraggio, cuore e di aprire la mente al contemporaneo, viaggiando, facendo esperienza, tutto sommato vivendo le proprie scelte e i propri obiettivi (professionali ed artistici) fino in fondo.
Marco Altavilla - 15,30 - 17,00
Completa questo primo giorno Marco Altavilla fondatore, assieme a Paola Guadagnino, di T293. Una passione quella per l'arte, che ha portato la giovane coppia a distinguersi sul panorama nazionale e internazionale come curatori e galleristi coraggiosi. Marco, dopo aver raccontato la storia di una piccola galleria nata a Napoli e che conta oggi una sede a Roma e una serie di riconoscimenti in fiere estere come Frieze, ha descritto in cosa consiste il lavoro di scoperta degli artisti (un'attività di talentscouting che non ammette il coinvolgimento di artisti già operativi in altri circuiti), ha sottolineato l'instaurarsi di una relazione speciale, quasi intima con ognuno di loro, e ha evidenziato le modalità organizzative di una struttura che, se dal punto di vista concettuale segue un fil rouge editoriale, d'altro canto non preclude l'uso dei più vari linguaggi, lasciando ampio margine operativo agli artisti coinvolti. Marco racconta anche l'importanza dell'essere visibili, sia all'interno di fiere e festival internazionali (non necessariamente con finalità di mercato), sia all'interno di siti, piattaforme e circuiti internet, come Facebook, diventati a tutti gli effetti gli strumenti privilegiati per la comunicazione delle loro attività.



















