Il report del quarto modulo

 

Daniele Gasparinetti - 10.00-11.30

L'ultimo modulo inizia con l'intervento di Daniele Gasparinetti, direttore esecutivo del notissimo festival Netmage di Bologna e tra i membri del collettivo Xing che, partendo da un'intensa attività di ricerca nel settore dei linguaggi artistici sub-culturali (Daniele ha parlato giustamente dell'importanza dei fenomeni grassroots), ha sottolineato come, in un festival orientato alla promozione di video-arte e arti elettroniche, il successo sia raggiungibile a partire da un coraggioso iniziale gesto di autodeterminazione. Questo spirito "indie" ha portato dei ricercatori come Gasparinetti e i suoi colleghi a fare di questo appuntamento un evento riconosciuto a livello istituzionale, finanziato e inserito da dieci anni nella migliore programmazione dei festival artistici internazionali. Il direttore ha messo in evidenza le diverse fasi di progettazione del festival, dall'ideazione (definizione del concept e line up) fino alla pianificazione di un calendario ricco di appuntamenti costantemente verificato da un direttore di produzione per la realizzazione e fattibilità economica della parte tecnica. Gasparinetti ha illustrato l'importanza di avere a che fare con gli artisti e di lavorare a stretto contatto con loro in un senso nettamente curatoriale.


Andrea Bellini - 11.30-13.00

Andrea Bellini è il direttore del Castello di Rivoli di Torino. A partire da un'esperienza curatoriale cominciata con un lavoro giornalistico in Flash Art International e proseguita nell'attività al Ps 1 Moma in collaborazione con Halanna Heiss, Andrea ha descritto il suo brillante percorso, che lo ha portato a spostarsi in ruoli sempre più strategici e direzionali, come nel caso di Artissima che lo ha impegnato per ben quattro anni nella realizzazione dell'importantissima fiera, in un'intensa attività di progettazione e fundraising a contatto con aziende e imprese sensibili all'arte contemporanea. Bellini ha messo in evidenza l'importanza della formazione, un settore sempre più specialistico che, oltre alla direzione artistica e al rapporto con gli artisti, include figure tecniche come il project manager, il registrar, il fundraiser e il responsabile comunicazione.


Catterina Seia - 14.00-15.30

Catterina Seia ha una visione lucida, appassionata e davvero contemporanea della funzione dell'arte in un sistema che sta mostrando le sue più profonde contraddizioni. Proveniente dall'alta finanza, manager di grande competenza, la dott.ssa Seia, a partire dal rapporto sulle sponsorizzazioni che ha curato per Il Giornale dell'Arte, analizza limiti e configurazioni della sostenibilità legata alla cultura. Mette in evidenza l'importanza assoluta dell'interesse sociale e propone una visione della progettualità che tenga conto delle finalità, da ritrovare, di strumento di crescita individuale e ripensamento del territorio da un punto di vista di connessioni e obiettivi concreti. Lungi dal sostenere una visione esclusivamente di appeal e di gesto estetico autoreferenziale, la Seia propone un modello che, a partire dalla corretta conoscenza degli strumenti di elaborazione, pianificazione e sviluppo dei progetti, arrivi a re-interpretare il profilo stesso dell'operatore addetto alla cultura, che diventa un mediatore, un counselor, un facilitatore. Un intervento davvero coinvolgente. 


Elena Di Pietro - 15.30-17.00

Elena Di Pietro è Direttore delle Relazioni Esterne del Gruppo Bassilichi, azienda leader di settore nei servizi tecnologici bancari, come bancomat e POS, e Amministratore Delegato di BassmArt, società del gruppo nata con l'obiettivo specifico di applicare sofisticate tecnologie alla fruizione e riorganizzazione informativa dei beni culturali. Proveniente da una solida esperienza nel campo del turismo congressuale internazionale, la dott.ssa sottolinea la sua personale lotta nel proporre il sostegno dei progetti culturali, soprattutto laddove siano in grado di generare opportunità per il territorio. Descrive la diffidenza delle imprese rispetto a un settore, quello della cultura, che troppo spesso ha trascurato l'importanza di condividere valori e finalità progettuali con il mondo dell'impresa, riducendo a volte il rapporto alla semplice richiesta di sponsorizzazioni. Manager sensibile e intelligente, Elena Di Pietro ha introdotto, poi, un elemento importante, quello dell'urgenza di sviluppare nel nostro paese un senso del contemporaneo, che spesso sfugge e passa inosservato. È questa la reale direzione da prendere, per far sì che anche un'impresa, al di là dei benefici economici, possa condividere un piano d'azione responsabile e con positive ricadute sul proprio sistema di governance.
 

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