Luoghi: Peep-hole
Continua l'indagine di The Next Stop sulle più interessanti e suggestive realtà che operano nel mondo dell'arte contemporanea. Vincenzo De Bellis ci parla di Peep-hole.
Durante una presentazione, mi hai fatto notare che il nome della vostra realtà, Peep-hole, ha un significato particolare. Mi spieghi?
Lo spioncino pur essendo un piccolo foro ti offre un angolo molto aperto perchè è dotato di una lente fisheye. Inoltre, permette di guardare all'esterno senza essere guardati.
Se traduci questo in una pratica professionale ottieni quello che noi facciamo: ovvero una posizione curatoriale il piu' invisibile possibile e una grande attenzoone verso l'osservazione dell'opera.
Peep-Hole ha come obiettivo principale quello di invitare a una riflessione più attenta verso le espressioni artistiche contemporanee attraverso un programma agile di mostre, lectures,
conversazioni ed eventi. All?attività espositiva che si svolge principalmente nello spazio situato a Milano in Via Panfilo Castaldi 33 (Zona Porta Venezia), si affiancano una serie di progetti che si estendono fuori dai confini della sua sede con eventi organizzati in collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali.
Peep-hole non è una galleria, ma è qualcosa di mutuato da sistemi culturali più progrediti, come quello tedesco o, in genere, anglosassone. Come funziona una giovane realtà che ha deciso (coraggiosamente) di non contare sul finanziamento pubblico?
Non è che abbiamo deciso, siamo stati forzati dalla consapevolezza che le istituzioni pubbliche in italia non sostengono spazi come questi. Peep-Hole è infatti nata sul modello di Kunstverein tedeschi e degli spazi a progetto anglosassoni. Lo spazio si costituisce come associazione no-profit nel 2009. Peep-Hole è sostenuta da un gruppo di 65 artisti (ai quali se ne aggiungeranno altri già da quest'anno fino a superare quota 100) che, con la donazione dei loro lavori, hanno consentito di istituire un fondo di gestione dello spazio. Tutti gli artisti che hanno contribuito all?esistenza di Peep-Hole sono diventati membri onorari dell?organizzazione: Mario Airò, Giorgio Andreotta Calò, Meris Angioletti, Francesco Arena, Stefano Arienti, Francesco Barocco, Emanuele Becheri, Riccardo Beretta, Simone Berti, Rossella Biscotti, Lupo Borgonovo, Pavel Büchler, Rossana Buremi, Gianni Caravaggio, Valerio Carrubba, Mariana Castillo Deball, Roberto Cuoghi, Giovanni De Lazzari, Patrizio Di Massimo, Dalia Dudenaite, Lara Favaretto, Lucie Fontaine, Luca Francesconi, Linda Fregni Nagler, Luca Frei, Aurelien Froment, Christian Frosi, Giuseppe Gabellone, Anna Galtarossa, Dora García, Mario Garcia Torres, Francesco Gennari, Andreas Golinski, Francesca Grilli, Massimo Grimaldi, Adelita Husni-Bey, Giovanni Kronenberg, Gabriel Kuri, Alicja Kwade, Corrado Levi, Renata Lucas, Benoit Maire, Marcello Maloberti, Nicola Martini, Jacopo Miliani, John Miller, Elena Narbutaite, Ahmet Ogut, Liliana Moro, Adrian Paci, Diego Perrone, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Riccardo Previdi, Moira Ricci, Pietro Roccasalva, Antonio Rovaldi, Matteo Rubbi, Dragana Sapanjos, Andrea Sala, Lorenzo Scotto di Luzio, Evangelia Spiliopoulou, Alberto Tadiello, Santo Tolone, Luca Trevisani, Patrick Tuttofuoco, Ian Tweedy, Nico Vascellari, Vedovamazzei, Francesco Vezzoli, Luca Vitone, Raphael Zarka. Ogni anno viene organizzato un Benefit Show che presenta al pubblico le donazioni degli artisti e tutto il ricavato serve a sostenere la programmazione dell'anno successivo.
Il rapporto con gli artisti per voi è fondamentale. Come fossero dei soci, sostengono Peep-hole da cui ricevo il servizio a valore aggiunto della curatela e del posizionamento nel mondo culturale. In base a cosa realizzate la programmazione?
La programmazione si basa su una ricerca costante e sulla necessita' di spiazzare il visitatore ogni volta che possiamo. Variamo molto, tra giovani e meno giovani, e mettiamo grande accento sui programmi pubblici come talks, conferenze, workshop ecc dal punto di vista programmatico c'e' sempre l'intenzione di colmare un gap esistente in città.
Nell’arco di due anni Peep-Hole ha realizzato undici progetti espositivi con artisti italiani e internazionali come Ahmet Ogut, Mario Garcia Torres, Pavel Büchler, Corrado Levi, Francesco Arena, Rosalind Nashashibi, otto incontri e seminari nel proprio spazio come in altre sedi in Italia e all’estero, dodici pubblicazioni.
La programmazione sin qui svolta ha permesso a Peep-Hole di sviluppare svariate collaborazioni con diverse istituzioni nazionali einternazionali tra le quali: Kunsthalle di Zurigo, Istituto Svizzero di Roma, Galleria Civica di Trento, Museion di Bolzano, Contemporary Art Center (CAC) di Vilnius, Centre d'art Contemporain (CAC) di Bretigny e Nomas Foundation di Roma.
Quali sono oggi le contraddizioni del sistema dell'arte e perché è così difficile valorizzare modelli come quelli di Peep-hole?
Le contraddizioni sono tante e sarebbe davvero complesso elencarle qui. Penso che un modello come Peep-hole abbia dimostrato e stia dimostrando come si possa creare un'istituzione completamente ecologica che non dipende da logiche di finanziamento esterno e "politico". Detto questo, il sistema adottato non è sufficiente a sostenere per sempre uno spazio di questo genere, che per sua stessa natura deve crescere e trasformarsi di continuo. Io penso che la valorizzazione di uno spazio del genere possa avvenire nell'ufficializzare il suo ruolo di spazio pubblico, cosa che all'estero è avvenuta da tempo.
Qual è il futuro di una realtà come Peep-hole in una città come Milano e come potrà finanziarsi?
Il futuro di Peep-hole è di rendere ufficiale, da parte delle istituzioni, il suo ruolo di centro d'arte pubblico. Il sostegno da parte della città con un piccolo contributo e l'assegnazione di uno spazio architettonico di proprietà del comune sono i prossimi step ai quali stiamo lavorando.



















