venti − 2 =

Quarto intervento del primo giorno, 23 maggio dalle 15.30 alle 17.00

Il 23, 24, 25 Maggio, a Torino, presso la Biblioteca Centrale di Via della Cittadella, si è svolta la tre giorni dedicata all’innovazione del management culturale, un appuntamento ormai consueto che, grazie ai suoi preziosi compagni di viaggio, ha potuto proseguire il suo cammino nella divulgazione e formazione di competenze per i prossimi manager della cultura. Grazie alla collaborazione con Hangar Piemonte e Fondazione Piemonte dal Vivo e al supporto di Compagnia di San Paolo, The Next Stop ha potuto proporre questo momento importante di convergenza della cultura con il mondo dell’innovazione e degli strumenti della progettazione e comunicazione digitali.

Il progetto dagli albori è stato definito un Educational, a indicare la caratteristica di ibridazione di un format che nasce come talk, con l’obiettivo di informare e facilitare l’apprendimento di nuove conoscenze, per poi diventare conversazione corale e partecipata e, in alcuni casi, luogo di esercitazione di gruppo e attività di laboratorio.

Primo giorno – I linguaggi

23 maggio, ore 15.30, Eleonora Odorizzi, Il progetto culturale come community – Cosa vuol dire costruire una community attorno a un progetto culturale, e perché è così importante individuare i propri interlocutori e coinvolgerli in un processo attivo di partecipazione, interazione, scambio? Se nei precedenti interventi abbiamo potuto definire due elementi di prioritaria importanza, la capacità di narrazione e l’importanza del valore promozionale del contenuto, con Eleonora Odorizzi – CEO e confounder di Italian Stories – arriviamo a trattare la delicata questione del progetto culturale come piattaforma di proposte, attività, relazioni tra stakeholders, partner, utenti.

  • Italian Stories – Il portale Italian Stories nasce nel gennaio 2015 con lo scopo di dare visibilità ai laboratori artigianali sparsi in tutta Italia e dare la possibilità a chiunque di visitarli. Il punto di partenza è la definizione dello scopo e, per quel che riguarda Italian Stories, l’idea è piuttosto chiara e pende dalla parte del miglioramento e valorizzazione dell’esperienza turistica.
  • Le motivazioni intrinseche – Il patrimonio culturale non è solo monumenti e collezioni di oggetti, ma anche tutte le tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati: espressioni orali, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura, artigianato tradizionale. Il turista non visita più solamente edifici e città ma cerca un’esperienza immersiva di conoscenza, cerca l’incontro con gli ambasciatori del territorio, perchè un territorio non si visita, si vive.
  • Un driver di cambiamento – Nell’idea di sostenere e valorizzare il patrimonio di esperienze artigianali, il progetto Italian Stories si fa promotore di una cultura del cambiamento, che rende possibile immaginare nuovi mercati di servizi prodotti in relazione a community omogenee. Da un lato i viaggiatori appassionati di esperienze e legati alla fruzione del bello e del Made in Italy, dall’altro gli artigiani e i loro valori, i loro saperi che, grazie a trend sociali e culturali quali il network business model, la sharing economy e l’importanza della relazione e dello scambio, contribuiscono a rendere questa piattaforma un unicum sul panorama del turismo.
  • Intercettare gli asset produttivi del territorio – Se da un lato Italian Stories si pone al crocevia di due asset fondamentali: la promozione delle prassi artgianali come genius loci e cultura locale e lo sviluppo dell’industria turistica, dall’altro deve la sua grande forza all’approccio narrativo tipico dello storytelling. Un format narrativo in cui è l’artigiano stesso a raccontarsi e a motivare perché vale la pena andarlo a trovare e fare un’sperienza del genere. La community che si crea attorno a Italian Stories è fatta di appassionati, esploratori, fruitori di situazioni stimolanti. Ed ecco un altro importante aspetto: dove e come trovare le storie?
  • Storyfinders – Un altro aspetto importante della community è quello delle risorse. Una vasta rete/community di storyfinders e fotografi ha aiutato la piattaforma trovare e documentare alcune delle più incredibili e sofisticate esperienze artigianali, proponendo servizi fotografici, ritratti, particolari del loro lavoro, e aprendo la piattaforma all’interesse dei cultori dei reportage e del racconto sulle tipicità ed eccellenze dei vari luoghi.
CHI È ELEONORA ODORIZZI

Eleonora Odirizzi è founder e CEO del progetto Italian Stories, una piattaforma digitale che in poco più di due anni è diventata un punto di riferimento per la (ri)scoperta delle eccellenze dell’artigianato italiano, è stata anche docente nella prima edizione di Relational Design per il corso “L’artigiano e i nuovi codici semantici” che ha condotto insieme ad Andrea Miserocchi, co-founder e project manager di Italian Stories.

Replica Rolex replica watches Replica Omega