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Primo intervento del secondo giorno, 24 maggio dalle 10.00 alle 11.30

Il 23, 24, 25 Maggio, a Torino, presso la Biblioteca Centrale di Via della Cittadella, si è svolta la tre giorni dedicata all’innovazione del management culturale, un appuntamento ormai consueto che, grazie ai suoi preziosi compagni di viaggio, ha potuto proseguire il suo cammino nella divulgazione e formazione di competenze per i prossimi manager della cultura. Grazie alla collaborazione con Hangar Piemonte e Fondazione Piemonte dal Vivo e al supporto di Compagnia di San Paolo, The Next Stop ha potuto proporre questo momento importante di convergenza della cultura con il mondo dell’innovazione e degli strumenti della progettazione e comunicazione digitali.

Il progetto dagli albori è stato definito un Educational, a indicare la caratteristica di ibridazione di un format che nasce come talk, con l’obiettivo di informare e facilitare l’apprendimento di nuove conoscenze, per poi diventare conversazione corale e partecipata e, in alcuni casi, luogo di esercitazione di gruppo e attività di laboratorio.

Secondo giorno – Gli strumenti

24 maggio, ore 10.00, Manuela Lombardi Borgia, Organizzare l’impresa culturale – Da sempre uno dei punti deboli delle organizzazioni culturali è la presunta vocazione alto – artigianale che, nell’idea di aver il valore aggiunto nella produzione di contenuti e beni immateriali, rende difficile applicare i normali modelli organizzativi di un’impresa legata a economie di mercato. Manuela Lombardi Borgia, forte della sua competenza come mentor di start up, suggerisce una serie di strategie per organizzare l’impresa cultura in modo efficiente ed efficace.

Il panorama dell’impresa cultura – Dopo aver analizzato il panorama del mercato e diviso le principali categorie in industrie culturali (film, gaming, musica, libri), patrimonio (musei, biblioteche e archivi), industrie creative (architettura, design di servizi e prodotti), arti performative (spettacoli, rappresentazioni, fiere, eventi), si arriva a mettere in evidenza alcuni dei principali motivi di fallimento delle start up, dati che in qualche modo investono anche le organizzazioni culturali. Le ragioni delle difficoltà di sopravvivenza, dopo una fase di avvio, sembrano essere: non riuscire a intercettare il reale bisogno dell’utente, insufficienza di fondi, scelta di un team inadeguato, auto-compensazione, design piuttosto ovvero di prodotti e servizi. In questo contesto la passione, pur essendo un motore di fondamentale importanza, non sembra essere del tutto risolutiva;

  • Un approccio Human Centred – Tim Brown, founder di IDEO è il più grande ambassador della cultura del design thinking. La sua formula, nel proporre un approccio che consideri la centralità dell’utente è semplice e incisiva:
  • crea empatia con i tuoi utenti;
  • definisci in modo dettagliato i loro bisogni, i loro problemi, le loro verità;
  • lavora sulle idee sfidando i presupposti, trova nuove soluzioni- testa la tua idea peer mezzo di un prototipo
  • trova la soluzione finale interpretando i dati dei test
  • Modelli da seguire – In questo approccio c’è chiaramente il modello progettuale da seguire. Grazie all’uso di canvas e di matrici di progettazione collaborativa è possibile tenere sotto controllo la value proposition (con un meticoloso identikit del target), il ciclo di prodotto, e definire il business model fino alla messa a punto del Pitch da presentare a stakeholders e interlocutori. Molto di questi schemi sono contenuti in testi come Value Proposition design di Alexander Osterwalder e hanno il preciso compiuto di aiutare a individuare l’user nel modo più approfondito, grazie anche alla suddivisione tra vantaggi, svantaggi, motivazioni;
  • Organizzare una presentazione – Con l’obiettivo di formare un approccio razionale, funzionale e progettuale all’idea di impresa, una fase fondamentale è l’organizzazione del pitch secondo metriche e modelli sequenziali e narrativi, in una logica di puro e com prendibile sense making. Quali sono i problemi che la start up ha intercettato, quali soluzioni propone? Di che mercato si tratta, che ampiezza ha e chi sono i competitor? Qual è il business model e in che modo l’impresa intende essere sostenibile? È possibile avanzare una proiezione della scalabilità e crescita dei prodotti e servizi? Chi fa parte del team, con quali competenze, in quali ruoli chiave? Si può pianificare una roadmap per documentare e monitorare il percorso di crescita, miglioramento, ottimizzazione e valorizzazione dell’impresa? Nella presentazione a possibili interlocutori, ecco come dovrebbe presentarsi un’impresa culturale. Chiara, flessibile e solida, efficiente ed efficace, strategica e ispirata.
CHI È MANUELA LOMBARDI BORGIA

Appassionata di impresa e di interior design, sono innovation consultant e startup advisor, oggi anche blogger. Mi occupo di business design e innovazione. Aiuto imprenditori, manager e professionisti a trasformare un’idea in un progetto di business, utilizzando l’approccio della Lean Startup e una solida visione strategica. Sono stata manager in imprese multinazionali in cui mi sono occupata principalmente di pianificazione, marketing, comunicazione e sviluppo canali di vendita, gli ultimi anni in posizioni di corporate. Nel 2016 ho pubblicato come co-autore il libro Società Antonio Volpe, l’impresa che ha dato origine al design italiano nell’arredo. Nel 2017 ho co-fondato il progetto Legno Curvato dedicato allo stile Thonet e nel 2018 sono stata tra i curatori della mostra La Poltrona Moderna alla Galleria Credito Valtellinese a Milano. Collaboro nel team di Eptagonlab come Mentor Expert al progetto executive per diventare mentor del Polihub di Milano nella fase dell’Entrepreneurship Lab e sono #bellezzadipendente.

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