19 − 7 =

Terzo intervento del secondo giorno, 24 maggio dalle 14.00 alle 15.30

Il 23, 24, 25 Maggio, a Torino, presso la Biblioteca Centrale di Via della Cittadella, si è svolta la tre giorni dedicata all’innovazione del management culturale, un appuntamento ormai consueto che, grazie ai suoi preziosi compagni di viaggio, ha potuto proseguire il suo cammino nella divulgazione e formazione di competenze per i prossimi manager della cultura. Grazie alla collaborazione con Hangar Piemonte e Fondazione Piemonte dal Vivo e al supporto di Compagnia di San Paolo, The Next Stop ha potuto proporre questo momento importante di convergenza della cultura con il mondo dell’innovazione e degli strumenti della progettazione e comunicazione digitali.

Il progetto dagli albori è stato definito un Educational, a indicare la caratteristica di ibridazione di un format che nasce come talk, con l’obiettivo di informare e facilitare l’apprendimento di nuove conoscenze, per poi diventare conversazione corale e partecipata e, in alcuni casi, luogo di esercitazione di gruppo e attività di laboratorio.

Secondo giorno – Gli strumenti

24 maggio, ore 14.00, Ilaria Mauric, La progettazione e il design thinking – Partendo dalla considerazione dell’esperienza utente come una sorta di viaggio in cui egli è protagonista e attore principale di una sorta di esplorazione, si arriva alla necessità di utilizzare diversi approcci alla progettazione di servizi e prodotti. Il design Thinking è, appunto, un modello utilizzato per risolvere problemi complessi impiegando una visione e una gestione creative. Una delle caratteristiche è proprio quella di ispirarsi al design, al modo di progettare in riferimento alla centralità dell’utente e con una spiccata vocazione all’interdisciplinarietà e all’ibridazione.

  • Immaginare il destinatario di un’offerta culturale – Non accade molto spesso, a dire il vero. Nelle organizzazioni culturali prevale la forte motivazione a raggiungere il proprio obiettivo di contenuto e di prodotto, a volte lasciando in secondo piano lo studio analitico e meticoloso del beneficiario dell’esperienza che verrà offerta. Il design thinking come approccio prevede, di fatto, l’analisi del target con un approfondimento dettagliato del profilo che, grazie a tecniche come personas e user maps, permette di definire la storia e il comportamento degli utenti. Sessioni collaborative e canvas sono utili alla generazione di spunti creativi;
  • Definire un nuovo tipo di prodotto – Dal punto di vista del “fare cultura” il DT promuove un approccio di tipo progettuale e ragionato che sia in grado di unire in modo efficiente ed efficace il prodotto all’esperienza utente. Progettare in funzione della centralità del target condiziona lo studio dei contenuti in modo importante, introduce tecniche complesse seppur flessibili nella cosiddetta idea generation. Dalla customer journey alla stakeholder map, dal design di scenario allo storytelling e alla definizione di storyboard. Gli strumenti da utilizzare e su cui esercitarsi sono molteplici e tutti particolarmente incisivi. Dall’idea alla sua articolazione e trasformazione in impresa;
  • I tools del DT – Molte delle tecniche del design thinking prediligono l’approccio interdisciplinare, la sessione collaborativa e il teamwork, consentono una crescita personale e professionale nella misura della continua sperimentazione delle tecniche. Alcune di questo si possono trovare in testi come This is Service Design di Stickdorn e Schenider.
CHI È ILARIA MAURIC

Ilaria Mauric studia e applica da diversi anni le metodologie agili e i processi lean nel campo dell’experience design. Usa la sua conoscenza dei processi e degli strumenti di design per creare l’esperienza di un prodotto o un progetto digitale e guidare le decisioni dei team che ci lavorano. Dal 2010 partecipa e relaziona alle più importanti conferenze di design e di sviluppo software, tra cui il Whymca, lo UX Camp, l’Agile UX Camp, l’Italian Agile Day e Better Software. Nel 2013 Ilaria va a San Francisco per seguire il corso di Interaction Design di Cooper U, il programma di formazione di Cooper. Sul suo blog racconta quest’esperienza, che segna la svolta decisiva verso l’interaction design come specializzazione professionale. Dal 2014 è partner e Head of Design per Tangible, azienda specializzata in experience e service design. Scrive di design e business strategy su ilariamauric.it.

Replica Rolex replica watches Replica Omega