tre × 2 =


SECONDO INTERVENTO DEL TERZO GIORNO, 25 MAGGIO DALLE 11.30 ALLE 13.00

Il 23, 24, 25 Maggio, a Torino, presso la Biblioteca Centrale di Via della Cittadella, si è svolta la tre giorni dedicata all’innovazione del management culturale, un appuntamento ormai consueto che, grazie ai suoi preziosi compagni di viaggio, ha potuto proseguire il suo cammino nella divulgazione e formazione di competenze per i prossimi manager della cultura. Grazie alla collaborazione con Hangar Piemonte e Fondazione Piemonte dal Vivo e al supporto di Compagnia di San Paolo, The Next Stop ha potuto proporre questo momento importante di convergenza della cultura con il mondo dell’innovazione e degli strumenti della progettazione e comunicazione digitali.

Il progetto dagli albori è stato definito un Educational, a indicare la caratteristica di ibridazione di un format che nasce come talk, con l’obiettivo di informare e facilitare l’apprendimento di nuove conoscenze, per poi diventare conversazione corale e partecipata e, in alcuni casi, luogo di esercitazione di gruppo e attività di laboratorio.

Terzo giorno – Crescere con il Growth Hacking

25 maggio, ore 11.30, Alessia Camera,  Crescere con il Growth Hacking – Ne stiamo sentendo parlare molto in questi ultimi tempi. Il Growth Hacking è una strategia di crescita che prevede la messa a sistema e l’ottimizzazione di strumenti e processi del mondo digitale. I media, così come le piattaforme di servizio e di prodotto, nascono e si affermano con una velocità impressionante. I dati parlano chiaro: ogni persona utilizza in media circa 30 applicazioni al mese su tablet, smartphone o altro device; di circa 1,5 milioni di app presenti nei principali stores digitali, circa il 33% resta nel telefono contro un 77% di app che vengono testate una volta per poi essere dimenticate. 

La grande varietà di proposte legate al digital rende davvero complesso sviluppare un progetto e puntare a creare un engagement di un’utenza. Di fronte a questo scenario, diventa fondamentale organizzare una strategia offensiva incisiva e, per farlo, è necessario coordinare elementi diversi: la creatività, per far crescere le giuste intuizioni e intercettare linguaggi e modelli del contemporaneo, la sperimentazione, per non lasciare nulla al caso e capitalizzare la curiosità nel testare le novità e gli strumenti più attuali, l’analisi dati, secondo quell’approccio del data driven che può garantire la base di concretezza necessaria al controllo, alla misurazione dell’impatto e all’efficacia delle strategie di service design e di marketing.

Come definire il Growth hacking – Prima di fornire una descrizione occorre “collocare” il growth hacking nel giusto contesto. Ci troviamo in una fase di cambiamenti veloci. Ogni minuto sul web vengono pubblicizzate nuove idee, software, piattaforme che offrono servizi e prodotti. La maggior parte di questi si confronta con una competizione aggressiva, con la difficoltà di costruire una massa critica per soddisfare le necessità del proprio segmento di mercato, con una strenua resistenza alla rapidità di aggiornamento e miglioramento che la tecnologia propone costantemente, per fare in modo di non apparire obsoleti già alla nascita. Il Growth hacking è un’azione sistemica, che cerca di sfruttare il potenziale di strumenti ad alto valore e contenuti innovativo e tecnologico per accelerare la crescita di un’impresa in un approccio sano, flessibile, dinamico.

Conoscere gli utenti – La tecnologia permette di tracciare in modo puntuale il profilo degli utenti. Tolti gli indicatori di una certa vanity metric (follower e like) ci sono approccio più scientifici che, tra analisi quantitativa e qualitativa, permettono di identificare il comportamento di consumo di un utente. Si pensi, ad esempio, alla customer journey, ormai alla base di ogni pianificazione omnichannel che si rispetti. O alla tecnica del Funnel che, grazie alla progressiva scrematura e selezione dei customers e per via di un processo fatto di sperimentazioni e test, garantisce gli adeguati miglioramenti incrementali. La successione di fasi del Growth hacking può essere sintetizzata così:

Generazione delle idee

Organizzazione e definizione delle priorità

Implementazione e test

Analisi dei risultati

Apprendimento e ottimizzazione del knowledge

Crescita o cambiamento

Un ciclo che dalla definizione di una strategia porta al continuo miglioramento del progetto in un processo in divenire che applica indistintamente strumenti di crescita ad applicazioni, canali, servizi e prodotti.

Vademecum istantaneo per il Growth hacking – Quali domande sarebbe corretto porsi per affrontare lo sviluppo di un progetto o di un’idea d’impresa nella modalità del GH?

Quali sono i vostri obiettivi di business? Gli obiettivi devono essere S (specifici) M (misurabili) A (achievable – raggiungibili) R (rilevanti) T (temporali, circoscritti in una tempistica)

Possiamo usare KPI (metriche di misurazione dell’efficienza ed efficacia) evitando KPI inutili (come ad esempio vanity metrica, likes, followers, ecc)?

Conosciamo abbastanza tools da coprire l’ampia gamma di potenzialità del digital dal punto di vista di progettazione, sviluppo, organizzazione, distribuzione e marketing? Se non è così, occorre studiare e sperimentare.

CHI È ALESSIA CAMERA

Digital Marketing Manager, Mentor e Consulente di marketing per startup e progetti innovativi, vive e lavora a Londra. Professionista in marketing digitale con più di sette anni di esperienza, ha lavorato con startup, agenzie, PMI e multinazionali (Sony PlayStation Europe). Collabora con H-Farm e Wired ed è speaker per eventi e workshop di Growth Hacking e Digital Marketing a Londra e in Italia. Il suo primo libro sul marketing digitale e startup, intitolato “Startup Marketing” è uscito a maggio 2017 per Hoepli.

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